La Diocesi di Sora

La storia della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, vanta origini antichissime, che affondano le radici in tempi in cui il cristianesimo iniziava a diffondersi su questo territorio del Lazio.

La prima notizia documentata, riferita alla diocesi di Sora, è attribuita ad una lettera che papa Gelasio I scrisse al vescovo Giovanni, datata al lontano 13 aprile del 496. Il Cristianesimo e la sua diffusione infatti, risalgono ai tempi apostolici e si suppone che vi siano stati vescovi già prima del IV secolo. Nel corso dei secoli, si sono susseguiti eventi storici piuttosto importanti, in alcuni casi drammatici, ma la grande vocazione cristiana dei sovrani ha fatto sì che questo sentimento di fede rimanesse intatto ed autentico fino ai giorni nostri.

L’espressione di questa comunità cristiana così devota è ben rappresentata dall’attuale diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, attualmente guidata dal Vescovo Gerardo Antonazzo. Fin dall’ordinazione di Sacerdote (avvenuta il 12 settembre 1981 nella sua città natale, Supersano – in provincia di Lecce – il Vescovo Antonazzo non ha mai smesso di testimoniare l’impegno cristiano, che oggi profonde nelle attività della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Proprio nei giorni che precedono il Santo Natale, ad esempio, il Vescovo Gerardo Antonazzo ha voluto testimoniare la Fede cristiana portando la parola di Dio agli ospiti della Casa Circondariale ‘S. Domenico’ di Cassino. Qui il Vescovo, Mons. Antonazzo ha visitato i detenuti e rivolto loro gli auguri, portando anche in dono – come da tradizione ormai consolidata – una strenna natalizia. Nella Casa Circondariale, il Vescovo ha potuto anche visitare l’ormai avviato laboratorio orafo, progettato un anno fa in occasione del Giubileo della Misericordia.

Questa è solo una delle tantissime attività svolte all’interno della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, volte sicuramente a esaltare i valori cristiani e stimolare i fedeli al dialogo con Dio. E, grazie all’infaticabile attività del Vescovo Gerardo Antonazzo, questo dialogo si concretizza ancora di più, esaltando i profondi sentimenti religiosi che da sempre appartengono a questo territorio.