ANGELO MOLLE: UN EDUCATORE ESEMPLARE

Prefazione di mons. Gerardo Antonazzo

Chi ha conosciuto Angelo Molle ha potuto senz’altro ammirare l’impegno, che ha profuso fecondamente nel campo degli studi, segnando attraverso molteplici iniziative la vitalità culturale del nostro territorio. Figura ricca in umanità, poliedrica negli interessi interdisciplinari, esperto nella trasmissione del sapere. Non solo un maestro di conoscenze, ma uno scrigno di convinte e convincenti verità, vissute e incarnate nello stile quotidiano, testimone cercato e amato, apprezzato per una mirabile e squisita sintesi, per niente ordinaria, tra fede e cultura. Il suo passaggio tra noi non è stato quello di una meteora che, se anche stupisce, scompare; ma di una stella luminosa che continua a brillare nel firmamento della memoria grata per quanto ha saputo consegnarci come patrimonio umano e spirituale. Se è vero che “chi semina vento raccoglie tempesta”, è ancor più provato che “chi semina grazia raccoglie benedizione”. Angelo hai seminato bontà: bontà umana, bontà nuziale e paterna, bontà morale e spirituale, bontà culturale ed educativa.

Sulla base di una solida formazione umanistica e teologica acquisita in prestigiose istituzioni romane come la Lumsa e la Pontificia Università Gregoriana, il prof. Molle ha promosso molti convegni, specie in materia agiografica, aiutando le nostre comunità a riscoprire le figure che hanno segnato il vissuto profondamente religioso del nostro territorio, come modelli esemplari di una testimonianza cristiana che cambia nel tempo le strategie dell’annuncio e lo stile dei portamenti, ma resta fedele ai valori eterni, antichi e sempre nuovi, del Vangelo. Egli ha espresso, parallelamente, un’ampia attività editoriale tradottasi in interessanti riviste e collane, che lasciano dentro molte biblioteche traccia indelebile della sua perizia, costituendo materiale fertile per ricercatori e cultori di argomenti storico-religiosi. Non si è risparmiato nel tenere conferenze, organizzare corsi di aggiornamento, partecipare a piani di sviluppo informatico per varie agenzie di istruzione, fino a meritarsi l’affidamento di docenze nelle due importanti realtà accademiche della nostra provincia, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, e l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni.

In verità, quanto s’è detto non ha costituito la vocazione primaria di Angelo, che fu e dichiarò sempre di sentirsi solo e soltanto un educatore, prestatosi su richiesta alle dinamiche della ricerca scientifica e ai circuiti didattici degli atenei, ma senza perdere mai di vista quel triangolo d’elezione, che costituì la ragione suprema della sua esistenza: famiglia, scuola e parrocchia.

Innanzitutto la famiglia. Angelo ben sapeva che «l’educazione in famiglia è partecipazione alla pedagogia divina: se nel donare una nuova vita i genitori prendono parte all’opera creatrice di Dio, mediante l’educazione essi diventano partecipi della sua paterna e materna pedagogia»1. Con questo alto senso di responsabilità, insieme a Maria, intese crescere i figli Rita e Tommaso, mostrando attraverso la sua esperienza come la “gioia di fare famiglia” fosse chiamata a coabitare con un’incessante pazienza nei processi educativi e un nobile rispetto del tempo in attesa di risultati, posto che ogni genitore, primo educatore della persona, debba essere lucidamente consapevole di un’intramontabile “tensione tra pienezza e limite” nel cammino della storia umana.

Analoghi rapporti basati sulla consapevolezza che «anche chi educa nella scuola esercita una sorta di paternità e maternità generative di sogni, progetti, scelte di vita, vibranti attese e vivaci speranze»2, il prof. Molle costruì con i suoi studenti, specie quelli che per oltre un ventennio avrebbero beneficiato del suo lavoro quotidiano all’ITIS di Isola del Liri, ovvero l’insegnamento della Religione Cattolica, ciò che egli, al di là di ogni altra utilizzazione, considerava la sua vera professione e la sua missione specifica nel mondo giovanile. L’equilibrio dialogico tra ascolto e monito, tra coinvolgimento affettivo e distinzione dei ruoli, connotarono le sue relazioni scandite, peraltro, da una comunicazione persuasiva, dove ironia e compostezza, comprensione e fermezza, si alternavano al momento opportuno. Credette fermamente ad una scuola inclusiva, attenta a colmare i disagi dei singoli come a valorizzarne i talenti. Particolarmente attento alle situazioni umane più fragili, si è sempre fatto personalmente carico di ogni iniziativa per la promozione umana e affettiva degli studenti, ancor prima del progresso propriamente scolastico.

Si tratta di una condotta che, in ogni caso, non era una riduttiva per quanto diligente obbedienza a progetti ministeriali calati ope legis, ma un autentico modus vivendi, che scaturiva da una profonda carità alimentata da una singolare sensibilità carismatica e che Angelo esportava con coerenza e generosità nel ruolo di organista e direttore di coro esercitato con passione tanto presso la sua Parrocchia di Roccasecca Centro, quanto nel Santuario diocesano della Vergine Bruna di Canneto, la cui recente elevazione a Basilica Pontificia, da lui tanto agognata in conformità all’intento pastorale «di consolidare e promuovere ulteriormente la pietà mariana quale via popolare per accrescere la fede cristiana»3, aveva appena fatto in tempo a gustare prima di giungere alla domenica senza tramonto. Le competenze musicali, messe a servizio dell’animazione liturgica, gli hanno fornito un grande volano per formare alla fede cristiana e alla cittadinanza attiva generazioni di giovani, che fanno vivere ancora tra la nostra gente l’eredità proficua di chi, al di là dei vari servizi resi con competenza e serietà nella sua non lunga ma intesa vita, altro non voleva che interpretare umilmente la sua vocazione di educatore. Un grande educatore troppo presto strappato alla sua famiglia, ai suoi studenti, al mondo accademico, alla sua Chiesa locale!

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1 Lettera Pastorale 2017-2018, “La gioia di fare famiglia”. La famiglia nel vivere quotidiano, n. 53.

2 Messaggio a dirigenti scolastici, insegnanti, genitori e alunni per l’A.S. 2017-2018, Scuola di Vita. Educare alla vita, educare con la vita, 4 ottobre 2017.

3 Prot. Vesc. 02/2015, «Petizione a S.E. Mons. Angelo Bagnasco Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, 2 febbraio 2015»: cfr. Il Santuario di Canneto. Bollettino illustrato quadrimestrale 12/32 (2015) 3.

Diocesi di Sora: Attorno e dentro la famiglia

La Lettera alle comunità. Quaresima-Pasqua 2018 del vescovo di Sora s’intitola “La famiglia luogo di benedizione” e fa seguito alle precedenti “La gioia di fare famiglia” (2017-2018) e “Come sigillo sul tuo cuore” (2016-2017). Una continuità che risponde a urgenze pastorali di rimettere al centro la famiglia, ma anche in qualche modo di prepararsi al IX incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Dublino dal 22 al 26 agosto 2018. Indubbiamente risente anche delle accentuazioni di papa Francesco nell’Amoris laetitia e della stessa biografia del vescovo Gerardo Antonazzo, vescovo a Sora da un quinquennio, ma che già prima, e per anni, si è occupato di pastorale familiare a vario titolo.
La famiglia, realtà umana ed ecclesiale «Alla famiglia di Dio che è la Chiesa di  Sora-Cassino- Aquino-Pontecorvo – è l’eloquente incipit della lettera uscita per questo periodo forte dell’anno liturgico – il Signore confermi, oggi e sempre, la grande promessa della sua benedizione». E, chiarendo subito l’intento di un itinerario che continua, scrive: «… desidero ringraziare il Signore per questa nostra Chiesa particolare, soprattutto per il cammino intrapreso come “famiglia di Dio” impegnata a spendersi a favore delle famiglie che compongono ogni comunità cristiana, e quindi l’intera diocesi».
La famiglia non solo è la base della società, ma va riscoperta insieme la “gioia di fare famiglia” e la benedizione di Dio sulla coppia e sulla famiglia, nonostante i tempi in cui i legami si fanno più fragili, in un contesto che non favorisce granché il percepire, coltivare e vivere il progetto di Dio su questa realtà non solo umana, ma anche divina, in quanto rimanda e dice l’amore di Dio per la sua Chiesa.
Una delle precedenti lettere si concludeva proprio con una lettera delle famiglie, sollecitata dal vescovo, scritta da laici e incorporata nel suo messaggio al popolo di Dio a dirne l’importanza. Fare famiglia è certo “naturale”, ma rimanda e realizza l’opera creatrice di Dio, dice il vescovo.
La prima parte della lettera richiama orientamenti dottrinali e storie di famiglie nella Bibbia; la seconda riporta alcune indicazioni pastorali commisurate soprattutto sulla Quaresima in corso, mentre nelle appendici sono contenute preghiere ed estratti del magistero del papa.
Nella seconda parte, che presenta le indicazioni concrete, si legge: «A partire dalla Quaresima si possono formare gruppi di adulti (anche in forma di Centri di ascolto), per alcune catechesi riguardanti la coppia, la genitorialità, la famiglia, aiutati dalle icone familiari bibliche presentate… Questa catechesi
nei Centri di ascolto può essere propedeutica alla costituzione in ciascuna parrocchia di gruppi di coppie a partire dal prossimo anno pastorale 2018-2019».
Come si vede, si tratta di una proposta organica, tesa a permeare e a rinnovare la pastorale a partire dalla famiglia, coinvolgendo missionari laici della famiglia, momenti comuni di formazione e di scambio esperienziale in vista della costruzione di una rete stabile a sostegno e rilancio della famiglia in sé e
della particolare testimonianza che la famiglia cristiana è chiamata a dare oggi.
«Carissimi – è la conclusione di questa lettera, datata 11 febbraio 2018 –, ogni famiglia è epifania dell’amore di Dio, è sacramento del mistero invisibile della Trinità; così anche la Chiesa di Dio che vive in Sora-Cassino- Aquino-Pontecorvo. Se Dio ha voluto che in primis fosse la famiglia il riflesso del suo
intimo mistero, e considerato che quello trinitario è il nucleo fondamentale della fede cristiana, tutto ciò conferma che nulla è più importante, più bello e più prezioso della famiglia, e nulla di più sacro e inviolabile del nostro essere Chiesa-famiglia. Vi benedico di cuore, nel segno e nel nome della paternità
di Dio».

Editoriale del Vescovo Gerardo Antonazzo

“Non temere, Maria”
Editoriale Basilica-Santuario di Canneto

Marzo 2018
Gerardo Antonazzo

Dopo i due Sinodi dedicati alla riflessione, ricca e preziosa, alla famiglia nel mondo contemporaneo, Papa Francesco ha deciso di impegnare la XV Assemblea ordinaria del Sinodo (3 al 28 ottobre 2018) sul tema “Giovani, fede e discernimento vocazionale”. Lo svolgimento del prossimo Sinodo si pone tra due importanti eventi, che riguardano entrambi il mondo giovanile: la Giornata mondiale dei giovani, affidata quest’anno alle singole diocesi (Domenica delle Palme) e la Giornata mondiale della gioventù 2019 (Panama, 22-27 gennaio 2019). Si intuisce da subito come il pianeta-giovani è un “osservato speciale” da parte della Chiesa, la quale dichiara e dimostra la sua intenzione di voler “abitare” il mondo dei giovani con la ricchezza del proprio patrimonio culturale, educativo e spirituale.
Nel Messaggio per la prossima Giornata mondiale dei giovani, Papa Francesco propone ai giovani di ispirarsi all’esperienza della giovane ragazza di Nazareth, Maria. Pertanto, come tema della prossima “GMG 2018” diocesana il Papa consegna a tutti i giovani le parole che l’angelo Gabriele rivolge ad una loro coetanea, a Nazareth: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1, 30). Dio si prende cura di questa giovane Donna, invitandola a farsi coraggio di fronte alle scelte importanti della sua vita. Tali scelte diventano ancor più impegnative e audaci quando incrociano i grandi progetti di Dio. E’ compito di ogni adulto davvero maturo, è compito educativo di ogni famiglia, come di ogni comunità educante, prendersi cura del mondo adolescenziale e giovanile in un momento storico e culturale complesso, ma anche affascinante per le sue prospettive inedite ed esaltanti.
Anche la comunità religiosa della Basilica-Santuario della Madonna di Canneto da tempo si prende cura dei giovani pellegrini. Nelle molte “Compagnie” di pellegrini e devoti che giungono annualmente da varie Regioni del Centro Italia nella nostra amatissima Basilica-Santuario di Canneto per venerare la Vergine Bruna, vedo con gioia crescere la partecipazione di moltissimi ragazzi e giovani. E’ un segno di profonda consolazione e speranza. La Vergine Bruna attrae con la bellezza del suo volto giovane, generoso, pulito e puro, splendente di luce divina, maestoso e familiare ad un tempo, vicino al cuore di coloro che meglio e più di noi altri possono capirla, i giovani appunto. La giovane donna di Nazareth ha molto da dire ai giovani. A loro consegna il suo
“turbamento” e le sue paure di fronte alle parole con le quali Dio Le confida il suo pensiero. Ci vuole tutto il suo coraggio. L’angelo Gabriele la rassicura: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”. Maria comprende che Dio non è indifferente di fronte alle paure di ogni giovane. Dio non fa paura, anzi solleva le nostre paure; Dio, invece, “fa grazia”, e di fronte a Lui si può soltanto “trovare grazia”, e non “dis-grazia”, perché Dio rende ricca e bella la nostra vita
invitandoci sempre a scalare grandi scelte e a prendere decisioni che contano davvero.
Dio abita nel cuore di ogni giovinezza, per sciogliere i timori che possono impedire le scelte che valgono una vita! “E voi giovani, quali paure avete? Che cosa vi preoccupa più nel profondo?
Una paura “di sottofondo” che esiste in molti di voi è quella di non essere amati, benvoluti, di non essere accettati per quello che siete. Oggi, sono tanti i giovani che hanno la sensazione di dover essere diversi da ciò che sono in realtà, nel tentativo di adeguarsi a standard spesso artificiosi e
irraggiungibili…nascondendosi dietro a maschere e false identità, fin quasi a diventare loro stessi un “fake”. C’è in molti l’ossessione di ricevere il maggior numero possibile di “mi piace”… Alcuni pensano: forse Dio mi chiede o mi chiederà troppo; forse, percorrendo la strada indicatami da Lui, non sarò veramente felice, o non sarò all’altezza di ciò che mi chiede. Altri si domandano: se seguo la via che Dio mi indica, chi mi garantisce che riuscirò a percorrerla fino in fondo? Mi scoraggerò?
Perderò entusiasmo? Sarò capace di perseverare tutta la vita?” ((Messaggio Gmg 2018). Caro giovane, cara giovane, anch’io insieme con Papa Francesco, desidero dirti: Non temere! Non avere paura nel vivere il tuo presente, non temere nell’affrontare il tuo futuro, perché la tua giovinezza è abitata da Dio. Anche tu “hai trovato grazia” preso Dio, anche tu sei portatore di una bellezza unica e di un magnifico disegno di Dio per la tua esistenza. E’ Dio che dispone gli eventi che non immagini, e ti chiede di viverli con responsabilità e fiducia. La tua vita la costruisci insieme a Lui: perché temere? di chi o di che cosa avere paura? La paura è una delle peggiori cause di ogni paralisi spirituale. Dove ci porta, la paura? Alla chiusura, al rifiuto, alla rinuncia, alla rassegnazione: “Sentire che in questo mondo, nelle nostre città, nelle nostre comunità, non c’è più spazio per crescere, per sognare, per creare, per guardare orizzonti, in definitiva per vivere, è uno dei mali peggiori che ci possono capitare nella vita, e specialmente nella giovinezza”(Papa Francesco, Cracovia Sabato, 30 luglio 2016).
Non temere significa sape rabbracciare la vocazione che Dio ti offre, a misura di ciò che desidera il tuo cuore e a misura di ciò che sei capace di realizzare. Perché temere? Ricordati: Dio merita la tua fiducia “in bianco”, senza la pretesa di prove e garanzie. Cari giovani, lasciatevi incoraggiare ancora dalle parole del Papa: “La paura non deve mai avere l’ultima parola, ma essere
l’occasione per compiere un atto di fede in Dio… e anche nella vita! Ciò significa credere alla bontà fondamentale dell’esistenza che Dio ci ha donato, confidare che Lui conduce ad un fine buono anche attraverso circostanze e vicissitudini spesso per noi misteriose. Se invece alimentiamo le paure, tenderemo a chiuderci in noi stessi, a barricarci per difenderci da tutto e da tutti, rimanendo
come paralizzati. Bisogna reagire! Mai chiudersi! … Come dire che ogni giorno dell’anno il Signore ci vuole liberi dalla paura” (Messaggio Gmg 2018).
Maria, grazie al suo cuore forte e giovane, coraggioso e audace, è stata pronta anche a cambiare idea rispetto a quanto aveva già deciso con Giuseppe, il suo amato. Ricomincia dalla proposta di Dio. Ha saputo rinunciare alle proprie logiche e pretese, anche giuste nonché legittime, per aderire a qualcosa di molto più grande e di difficile comprensione. Solo la certezza che tutto
questo proveniva dalla volontà di Dio l’ha pacificata nell’animo, rendendola capace di superare ogni paura e di fidarsi di Dio. E questo suo coraggio l’ha resa grande.
Cari giovani, anche voi fatevi coraggio fidandovi del coraggio con cui Dio si fida di voi.

Messa di Natale 2017 Diocesi Di Sora

Tra gli eventi più importanti del calendario liturgico cristiano, sicuramente insieme alla Pasqua, vi è il Santo Natale, che segna per il mondo cristiano, la Nascita di Gesù. Per festeggiare la Nascita, viene celebrata la Messa di Natale il 25 dicembre presso le Chiese Cristiane. Il termine giunto a noi, “Natale”, deriva dal latino cristiano Natāle(m), per ellissi di diem natālem Christi, che appunto significa giorno di nascita di Cristo”,  perché a sua volta deriva dal verbo latino nāsci, ovvero nascere. Per indicare tale evento, vengono utilizzati anche i termini di Natale di Gesù o Natività del Signore; dove la prima attestazione cristiana del 25 dicembre risale all’anno 204, per decisione di Ippolito di Roma.

La data del 25 dicembre, secondo alcune fonti storiche, corrisponde alla celebrazione pagana del solstizio d’inverno, secondo cui vi è la nascita del nuovo sole, succedutasi dopo la notte più lunga dell’anno, ovvero il“Natalis Solis Invicti”. Così, in questo giorno, si vuole celebrare la nascita di colui che rappresenta la “luce del mondo”. Nel calendario romano, la denominazione di “Natalis” aveva diverse funzioni, poichè rappresentava  più festività, ad esempio il Natalis Romae (21 aprile), che commemorava la nascita dell’Urbe, e anche il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), che fu introdotta a Roma dall’allora imperatore Eliogabalo e fu poi ufficializzato per la prima volta da Aureliano nel 274 d.C. con la data del 25 dicembre.

La Santa Messa di Natale celebra il mistero delle redenzione, che ha poi nella Pasqua il suo momento culminante. Il Natale rappresenta infatti il punto di partenza verso la salvezza ordinata al riscatto dell’uomo. Infatti le preghiere, le letture bibliche e gli altri testi che si tengono durante le Messe del calendario dell’Avvento Cristiano, vertono sulla dimensione del Natale, in termini di salvezza. L’Avvento Cristiano simboleggia la preparazione religiosa al Natale con la Nascita del Bambino Gesù, e anche una guida spirituale verso l’attesa della seconda venuta del Cristo alla fine dei tempi. Per il Santo Natale, le celebrazioni sono la messa vespertina della vigilia, quella ad noctem (cioè la messa della notte), la messa in aurora e la messa in die (nel giorno). La Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo celebra il Calendario dell’Avvento Cristiano nelle quattro domeniche e svolgerà il tempo liturgico del Natale con i primi vespri del 24 dicembre, per terminare il giorno successivo, con la domenica del Battesimo di Gesù.

Il Vescovo della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo, Monsignor Gerardo Antonazzo, celebra con la solennità del Natale la manifestazione del Verbo di Dio agli uomini, in quanto la Santa Messa di Natale rappresenta il ricordo della nascita di Gesù, e quindi il «Verbo fatto carne». Pertanto, seguendo lo spirito suggerito dalla stessa liturgia, la Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo, commemora “Il Verbo”, attraverso le Messe che descrivono e divulgano il messaggio della «nascita eterna del Verbo nel seno degli splendori del Padre; l’apparizione temporale nell’umiltà della carne; il ritorno finale all’ultimo giudizio». Lo spirito del Natale, risiede prima di tutto nel significato profondo del giorno della redenzione, che pertanto può garantire la felicità eterna in ogni fedele.

Diocesi di Sora: gli orari della Santa Messa

L’attività della diocesi di SoraCassino-Aquino-Pontecorvo, guidata dal Vescovo Gerardo Antonazzo, è densa di avvenimenti ed occasioni di aggregazione per i fedeli. Naturalmente, uno degli aspetti più importanti dell’attività diocesana è l’esaltazione dei sentimenti cristiani attraverso la partecipazione alla Santa Messa. Ecco dunque di seguito gli orari delle Sante Messe suddivise per i comuni che appartengono alla diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Sora:

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Nome Parroco: Mons. Ruggero Martini
Orario Invernale Messe Festive: ore 11.00  – 17.00; Orario Invernale Messe Prefestive: ore  17.00; Orario Invernale Messe Feriali: ore 17.00; Orario Estivo Messe Festive: ore 11.00 – 18.00; Orario Estivo Messe Prefestive: ore 18.00; Orario Estivo Messe Feriali: ore 11.00 – 18.00; Data Festa del Santo Patrono: 15 Agosto  Maria Assunta in Cielo
Cappellanie della Cattedrale di Santa Maria Assunta
Sant’Antonio Forletta  Domenica 9.00; Madonna della Pace   Domenica ore 9.00; Madonna di Valfrancesca  Domenica ore 10.00; Madonna della Quercia  Domenica ore 11.00; Cappellania del Cimitero  Domenica ore 8.00
Chiesa di Santa Restituta V.M.
Parroco: Mons. Bruno Antonellis
Orario Invernale Prefestivo: 18.00; Orario Estivo Prefestivo: 19:00; Orario Invernale Festivo: 9.00 / 11.00 / 12.30; Orario Estivo Festivo: 9.00 / 11.00 / 12.30
Chiesa di Santo Spirito
Parrocchia: Santa Restituta V.M.
Rettore: Don Giovanni De Ciantis
Orario Invernale Feriale: 10:00; Orario Estivo Feriale: 10:0; Orario Invernale Festivo: 11:30 / 18:00; Orario Estivo Festivo: 11:30 / 19.00
Unità Pastorale San Bartolomeo Ap. – San Silvestro – San Ciro
Parroco: Mons. Donato Piacentini
ORARI SS. MESSE domenicali e festive
6.30 Chiesa PP. Passionisti; 7.30 S. Bartolomeo Ap.; 7.30; S. Ciro; 8.15; S. Rocco; 8.30 PP. Passionisti; 9.00 S. Bartolomeo Ap.; 9.30 Santuario Maria SS.ma della Figura; 9.30 S. Luigi Gonzaga – Agnone Maggiore; 10.30 S. Silvestro Papa; 10.30 S. Giovanna Antida (S. Messa dei bambini si celebra da Ottobre a Maggio durante il catechismo); 11.00 S.Giovanni Battista – Canceglie; 11.30 S. Ciro; 11.30 S. Giovanna Antida; 17.30 (orario invernale) / 19.00 (orario estivo) Chiesa di S. Rocco
S. MESSA PREFESTIVA
S. Silvestro 10.00 (invernale) / 17.00 (estivo); S. Giovanni Battista 16.30 (invernale) / 17.30 (estivo); Madonna della Neve 17.00 (invernale) / 18.00 (estivo); S. Bartolomeo Ap.               17.30 (invernale) / 18.30 (estivo)
Comunità Passionista
Chiesa Santa Maria degli Angeli
Messa feriale: 7:00; Messa festiva: 6:30 / 8:30 / 10:30
Festività proprie: San Gabriele dell’Addolorata 27 febbraio (processione) e San Paolo della Croce 19 ottobre.
Cappella Ospedale Santissima Trinità di Sora
Messa prefestiva: 18:30; Messa festiva: 7:30 / 9:30
Chiesa: S. Antonio da Padova e S. Restituta V. M. a Carnello
Parroco: Don Antonio Valente
Parrocchia: S. Antonio da Padova e S. Restituta V. M.
Orario Invernale Messe Festive: 7:30 / 9:00 / 11:00 / 17:00; Orario Invernale Messe Prefestive: 17:00; Orario invernale Messe Feriali:17:00; Orario Estivo Messe Festive:7:30 / 9:00 / 11:00 / 18:00; Orario Estivo Messe Prefestive: 18:00; Orario Estivo Messe Feriali:18:00
Santo Patrono: Prima Domenica di Luglio – S. Antonio da Padova; 27 Maggio S. Restituta